A proposito dei farmaci derivati cannabinoidi
I principi cannabinoidi con preparazione industriale (sintetici) non esistono attualmente in commercio in Italia pertanto non è prevista nessuna forma di ricettazione.
L’ art 2 del D.M: 11-2-1997 prevede una forma di ricettazione per medicinali da importare e registrati all’ estero incluso i cannabinoidi ma deve essere autorizzata dal Ministero e ASL di competenza per la fornitura.
Solo poche Regioni italiane prevedono, con richiesta documentata specialistica e solo in alcune condizioni patologiche degenerative, il percorso per la fornitura dei farmaci peraltro gratuita.
È possibile, interpretando il DDL 1771, che quando i derivati sintetici dei cannabinoidi saranno in commercio in Italia potranno essere prescritti con ricetta solo del SSN in quanto è presumibile l’ inserimento degli stessi nella tabella 3-bis.
Invece per quanto riguarda la preparazione magistrale (galenica) dei derivati cannabinoidi poche Farmacie italiane importano attualmente secondo norma europea il principio attivo, che in questo caso dovrebbe poter essere prescritto con ricetta normale, ma non fruibile gratuitamente.
Il problema maggiore sono le indicazioni, infatti sono pochi per qualità gli studi condotti con rigorosa evidenza scientifica per metodologia e per numerosità della popolazione osservata da cui scaturiscono delle forti raccomandazioni sull’ efficacia analgesica .
Le evidenze scientifiche di efficacia dei principi cannabinodi attualmente sono in ordine come: anti-emetico, stimolante del’’ appetito e con azione moderata di tipo analgesica in alcune forme di dolore cronico refrattario a tutte le altre terapie.
Pertanto suggerisco una maggiore cautela nell’enfatizzare l’ azione farmacologica analgesica dei derivati cannabinoidi per il trattamento del dolore difficile in alcune forme di dolore neuropatico poiché come come tutti gli altri farmaci analgesici non sono privi di effetti collaterali maggiori e hanno limiti di efficacia.
E’ opportuno un atteggiamento di prudente e raccomandato rigore scientifico onde evitare sia inutili aspettative nelle persone sia la rinuncia degli stessi ad altri percorsi terapeutici ma soprattutto per impedire ex ante nel nostro paese lo sviluppo e lo studio accurato e controllato dell’ azione analgesica dei derivati cannabinoidi nelle diverse sindromi dolorose difficili.
Paolo Notaro